“Sulla pelle di mio figlio…”

La testimonianza di un padre il cui caso rappresenta per le ASL, ad oggi, numericamente accettabile rispetto al numero di vaccinazioni eseguite.

Le reazione avverse esistono, sono un pericolo reale e serio che colpiscono a random senza alcuna distinzione. “Pochi casi” è una giustificazione blanda, soprattutto se quel poco ti può riguardare da vicino.

LIBERTÀ DI SCELTA

Nel 2003 divento papá per la seconda volta.

La struttura sanitaria mi manda la richiesta di vaccinare e all’eta’ di 14 mesi mi reco in struttura per effettuare le vaccinazioni.

Premetto che mi fido della scienza, della medicina e delle strutture sanitarie, quindi faccio vaccinare mio figlio.

Nel giro di un mese, un bambino sano di costituzione, si trasforma in una larva umana, smette di correre, di camminare, di mangiare, di dormire, di parlare, di sorridere. Non gli rimane che piangere per il dolore.

Ci rechiamo all’ospedale ma veniamo rispediti a casa in malo modo visto che non gli trovano niente di anormale. Passiamo tre notti in bianco con un figlio che non riesce nemmeno a piu’ a piangere.

E’ il sabato prima di Pasqua e ci rechiamo presso gli Spedali Civili di Brescia, dove grazie ad un’amico lo visitano subito.

La diagnosi e’ infausta, sindrome di Guillain-Barré, paralisi flaccida dal collo alla punta dei piedi, procedono immediatamente ad un prelievo del midollo spinale e ci comunicano che siamo prossimi ad un blocco respiratorio. Bisogna sperare che le trasfusioni di emoderivati (unica cura possibile) facciano effetto subito, perché ci rimane un’ora per riuscire a tenerlo aggrappato alla vita.

Inizia un lungo iter di riabilitazione, mio figlio deve ritornare ad imparare da zero, e’ fermo a letto da mesi, non riesce a mangiare, non corre piu’, non parla, non controlla ne la pipí e nemmeno le feci.

Con pazienza, e totale abnegazione nel giro di tre anni riusciamo a riportarlo ad una vita normale, per fargli passare il dolore costante ai piedi ci vogliono altri due anni.

La grande umanitá dei medici bresciani ci aiuta a sperare e ci fa anche riflettere, perchè certificano il nesso con i vaccini.

Oggi mio figlio ha recuperato del tutto e fortunatamente non e’ rimasto traccia della malattia. Ha trovato rifugio nella musica e gli si prospetta un radioso futuro.

L’unico a non aver ancora recuperato e’ suo padre perché la prospettiva di perdere un figlio, ti segna, ti segna in volto per le notti insonni, ti segna dentro per aver preso la decisione sbagliata credendo nella scienza, ti segna dentro per aver agito con leggerezza senza tener conto dei rischi, ti segna dentro perchè non passa un giorno, che sia uno, dove non guardi tuo figlio e pensi che potresti averlo perso, ti segna dentro perchè pensi a tutti quei genitori che i figli gli hanno persi o hanno subito dei danni permanenti e sinceramente non so cosa sia peggio.

Ma certi accadimenti ti rendono migliore, più forte, più altruista, ti insegnano a combattere per tutti i bambini che possono subire un danno, ti insegnano che bisogna lottare per il bene comune, ti insegnano che le esperienze personali devono essere divulgate per poter evitare che altri genitori non facciano la stessa esperienza.

QUINDI, questo post non vuole essere contro le vaccinazioni, ma forse insinuerá in qualche genitore il ragionevole dubbio di informarsi prima di vaccinare. Insinuerá il dubbio che questa battaglia per la libertá di scelta, non la dobbiamo a noi, la dobbiamo ai nostri figli ed ai figli dei nostri figli…

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