Lettera di un padre

Copio e incollo direttamente da Facebook.

In una giornata che sarebbe dovuta essere speciale per molti genitori, che avrebbe rappresentato una delle tappe, fondamentali di crescita di ogni bambino, constatiamo il triste messaggio, che la scuola non è aperta per tutti.

… È paradossale, ma la situazione in cui siamo oggi è peggiore dello scorso anno! Bambini esclusi dalle scuole dell’infanzia, rappresentanti di governo con i nasi lunghi, bocche cucite del personale scolastico, sanitari screditati solo perché liberi di pensare con la propria testa e di consigliare in base alla propria esperienza o ricattati con le radiazioni, sanzioni in corso alle famiglie e, per finire, un decreto fantasma che, se anche dovesse passare, non servirà a rendere realmente giustizia alle famiglie che lottano per la libertà di scelta. Eh, già… siamo alle solite!
Cerchiamo, come al solito, di prendere tempo per sistemare i bambini ai box, ma non ci rendiamo conto che temporeggiare sta servendo solo ad allungare questa agonia e, di questo passo, l’anno prossimo i problemi saranno gli stessi… Quindi? Qual è la soluzione? Scappare? Gridare? Scendere per la centesima volta in piazza? Non lo so. Non ho una risposta. Oppure sì… Forse dimenticarsi di avere ancora fiducia nei nostri fantomatici rappresentanti… quelli che vanno in giro a raccontare stupidaggini o che, puntualmente, a poltrone ottenute, dimenticano in fretta i loro impegni e tutte le ragioni per cui occupano quei posti di prestigio, di potere, di rappresentanza. Ma rappresentanza di cosa? Di chi? Questa gente non mi rappresenta affatto e non mi rappresenterà mai più!…

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